A cura di Giovanni Masi
Non solo una chat, ma un modo diverso di lavorare
Claude nasce come assistente conversazionale, ma oggi è molto più di una finestra in cui fare domande. Anthropic lo sta trasformando in una piattaforma per scrivere, ragionare, programmare, analizzare documenti, cercare informazioni, lavorare con file, usare applicazioni esterne e delegare attività complesse ad agenti supervisionati. La sua identità è diversa da quella di ChatGPT e Gemini: Claude sembra pensato soprattutto per chi lavora su testi lunghi, codice, documenti, procedure, conoscenza aziendale e attività che richiedono continuità nel tempo.
Il punto centrale è questo: Claude non vuole soltanto dare risposte, ma aiutare l’utente a costruire oggetti di lavoro. Un report, una dashboard, un documento Word, una presentazione, un foglio Excel, un’analisi, una revisione di codice, una ricerca documentata, una procedura interna o un flusso operativo affidato a un agente. Le funzioni principali ruotano attorno ad Artifacts, Projects, Research, Skills, Claude Code, Cowork, connettori, plugin, integrazioni con Microsoft 365 e Google Workspace, e alla nuova classe di modelli Mythos/Fable. Il centro assistenza ufficiale di Claude raccoglie proprio queste aree tra le funzionalità principali della piattaforma.
La famiglia dei modelli: Haiku, Sonnet, Opus, Fable e Mythos
Claude non è un solo modello. Anthropic usa diverse famiglie per bilanciare potenza, velocità, costo e rischio. Tradizionalmente, Haiku è la linea più veloce ed economica, utile per attività frequenti e meno complesse; Sonnet è la linea più equilibrata, adatta a molti usi professionali; Opus è la linea più avanzata tra i modelli ampiamente disponibili, pensata per compiti complessi, coding, ragionamento e lavoro prolungato.
Nel 2026 Anthropic ha aggiunto una nuova classe di modelli: Mythos-class. Qui entrano in gioco Claude Fable 5 e Claude Mythos 5. Fable 5 è descritto da Anthropic come un modello “Mythos-level” pensato per progetti ambiziosi, lunghi e difficili. È costruito per lavorare in agent harness come Claude Code o Claude Managed Agents, pianificando in più fasi, delegando a sub-agenti e controllando il proprio lavoro.
Mythos 5, invece, è la versione più sensibile e meno accessibile della stessa classe. La pagina ufficiale Anthropic lo descrive come aggiornamento di Mythos Preview, con miglioramenti in benchmark di cybersecurity, biologia e healthcare, e precisa che è disponibile solo per un piccolo gruppo di partner selezionati.
Questa distinzione è importante. Opus, Sonnet e Haiku servono a coprire la maggior parte degli usi quotidiani e professionali. Fable e Mythos indicano invece la frontiera agentica di Anthropic: modelli progettati per compiti più lunghi, più autonomi e più sensibili. Anthropic presenta Fable 5 e Mythos 5 come la nuova generazione per i problemi più difficili di knowledge work e coding.
Il 12 giugno 2026 Anthropic ha pubblicato una nota ufficiale in cui afferma che il governo statunitense ha disposto la sospensione dell’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per i cittadini stranieri, dentro e fuori dagli Stati Uniti. Per garantire la conformità alla direttiva, Anthropic ha dichiarato di dover disabilitare Fable 5 e Mythos 5 per tutti i clienti. Gli altri modelli Claude non risultano coinvolti dalla sospensione.
Conversazione, scrittura e ragionamento
La base di Claude resta la conversazione. L’utente scrive una richiesta e Claude risponde, ma la qualità dell’esperienza dipende dal modo in cui riesce a mantenere contesto, tono e struttura. Claude è spesso apprezzato per la scrittura lunga: può produrre testi fluidi, revisionare bozze, riorganizzare documenti, spiegare concetti complessi, tradurre, preparare note, sintetizzare materiali e aiutare a costruire argomentazioni.
La sua forza emerge quando il lavoro non si chiude in una singola risposta. Un autore può usarlo per sviluppare un articolo in più passaggi. Un consulente può chiedergli di trasformare appunti disordinati in una relazione. Un team legale può usarlo per confrontare clausole e policy. Un product manager può chiedere analisi, roadmap e sintesi di feedback. Claude è pensato per accompagnare attività che richiedono iterazione, revisione e coerenza.
Anthropic presenta Claude come un assistente progettato per essere sicuro, accurato e utile nel lavoro. Questo posizionamento è importante: Claude non viene venduto solo come generatore di testo, ma come compagno di lavoro per attività professionali complesse.
Artifacts: quando una risposta diventa un oggetto
Artifacts è una delle funzioni più riconoscibili di Claude. Quando l’assistente produce un contenuto sostanziale, può mostrarlo in una finestra separata dalla chat. Non è più solo testo che scorre nella conversazione: diventa un oggetto modificabile. Può essere un documento, una pagina web, una dashboard, un’app, uno schema, una visualizzazione, un frammento di codice o un prototipo interattivo.
Questa funzione cambia il modo di lavorare. Immagina di chiedere a Claude di creare una pagina HTML per presentare i risultati di una ricerca. Invece di ricevere solo codice incollato nella chat, puoi vedere un risultato separato, modificarlo, migliorarlo, chiedere una nuova versione, cambiare layout, aggiungere sezioni o semplificare il linguaggio. Per chi scrive, progetta, insegna, presenta o programma, Artifacts è uno spazio di lavoro vero e proprio.
Con Cowork esistono anche i live artifacts, cioè dashboard HTML persistenti e interattive che possono aggiornarsi usando dati da app collegate. Questo è un passaggio importante: l’artefatto non è più soltanto un output statico, ma può diventare uno strumento vivo, consultabile e aggiornabile nel tempo.
File e documenti: Claude come assistente da ufficio
Claude può lavorare con file e documenti in modo sempre più diretto. Può caricare materiali, analizzarli, riassumerli, confrontarli e produrre nuovi file. La documentazione ufficiale indica che Claude può creare e modificare documenti Word, fogli Excel, presentazioni PowerPoint e PDF, generando file scaricabili direttamente dalla conversazione. Questa capacità è disponibile su web, desktop e mobile, con differenze legate al piano e alla configurazione.
Il valore pratico è semplice. Un professionista può chiedere: “trasforma questi appunti in una relazione”, “crea una presentazione per il consiglio”, “analizza questo PDF”, “prepara un foglio Excel con questi dati”, “genera una tabella comparativa”, “estrai le decisioni da questa trascrizione”. Claude non produce soltanto una risposta: produce un oggetto di lavoro.
In contesto aziendale, questa capacità è decisiva. Le organizzazioni non lavorano dentro una chat astratta, ma dentro documenti, fogli di calcolo, presentazioni, email, repository, cartelle condivise e strumenti di collaborazione. Claude sta cercando di entrare proprio lì.
Projects e RAG: organizzare il contesto
I Projects permettono di raccogliere conversazioni, istruzioni e documenti attorno a un obiettivo. Un progetto può riguardare un cliente, una ricerca, un corso, un prodotto, una procedura interna o una base di conoscenza aziendale. Invece di spiegare ogni volta tutto da capo, l’utente costruisce uno spazio persistente in cui Claude può ritrovare contesto e materiali.
La parte più importante è il RAG, cioè Retrieval-Augmented Generation. Quando in un progetto ci sono molti documenti, Claude può cercare nella knowledge base interna e recuperare solo i passaggi più rilevanti per la domanda. Non deve quindi caricare tutto nel contesto della conversazione. Questo rende i Projects più utili per lavori lunghi e archivi complessi.
Per esempio, un team può caricare policy interne, contratti, documentazione tecnica, ricerche, manuali o materiali di progetto. Quando serve una risposta, Claude cerca nei materiali pertinenti e usa il contesto più rilevante. È un modo per trasformare un archivio in una base di conoscenza interrogabile.
Memoria e continuità
Claude include funzioni di memoria e ricerca nelle conversazioni precedenti. Questo serve quando il lavoro dura settimane o mesi. Un utente può tornare su una decisione presa in passato, recuperare una preferenza, richiamare un progetto precedente o chiedere a Claude di tenere conto di informazioni già discusse.
La memoria rende Claude meno episodico. Non è solo un assistente che risponde a una singola richiesta, ma un interlocutore che può costruire continuità. Naturalmente, questa funzione va gestita con attenzione. L’utente deve poter capire cosa viene ricordato, cosa viene recuperato e cosa non deve essere usato. Anthropic documenta anche funzioni di importazione ed esportazione della memoria, segno che la continuità del contesto sta diventando una parte importante dell’esperienza Claude.
Ricerca web, web fetch e Research
Claude può usare la ricerca web per rispondere a domande che richiedono informazioni aggiornate. Può anche recuperare contenuti da URL specifici tramite web fetch, quando la funzione è disponibile. Ma la funzione più interessante è Research, pensata per indagini più lunghe e strutturate.
Research non serve solo a cercare una risposta rapida. Serve a costruire un quadro: raccogliere fonti, confrontare informazioni, organizzare risultati e produrre una sintesi più robusta. Anthropic documenta l’uso di Research anche insieme a Google Workspace, per combinare email, calendario, documenti e web in un’indagine più ampia.
Per un analista, Research può servire a confrontare aziende o tecnologie. Per un giornalista, a ricostruire un contesto. Per un manager, a preparare un briefing. Per uno sviluppatore, a cercare documentazione aggiornata. Il senso è passare dalla domanda secca al dossier ragionato.
Extended thinking: ragionare prima di rispondere
Claude include anche modalità pensate per ragionamenti più lunghi. Anthropic parla di extended thinking per compiti che richiedono pianificazione, confronto, analisi e passaggi multipli. Non è una ricerca web, ma una modalità più adatta a problemi complessi: scegliere tra alternative, pianificare una strategia, analizzare un documento difficile, ragionare su architetture software o valutare rischi.
Questa è una delle caratteristiche più coerenti con l’identità di Claude. L’assistente non cerca solo di rispondere velocemente, ma di lavorare con metodo. Naturalmente, anche qui vale la stessa regola: più il compito è importante, più il risultato va verificato.
Skills: trasformare procedure in capacità riutilizzabili
Le Skills sono una delle funzioni più importanti di Claude. Una skill è una cartella con istruzioni, script e risorse che Claude può caricare quando riconosce un compito specifico. In pratica, permette di trasformare una procedura ricorrente in una capacità riutilizzabile.
Un’azienda può creare una skill per generare report secondo uno standard interno, applicare linee guida editoriali, analizzare dati con una procedura definita, produrre documenti legali in un formato preciso o creare presentazioni coerenti con il brand. L’utente non deve rispiegare ogni volta il metodo: lo incorpora nella skill.
Questo rende Claude interessante per organizzazioni che vogliono passare dal prompt individuale al workflow strutturato. Una cosa è avere un dipendente che sa chiedere bene a Claude. Un’altra è avere skill aziendali che codificano procedure, stili, controlli e risorse condivise.
Connettori e plugin: Claude dentro gli strumenti reali
Claude può collegarsi a strumenti esterni tramite connettori e plugin. Il connettore Microsoft 365 permette di cercare e analizzare dati in Outlook, SharePoint, OneDrive e Teams tramite permessi delegati, ma va distinto dagli add-in di Excel, PowerPoint, Word e Outlook: il connettore è pensato per recuperare contesto, mentre gli add-in consentono a Claude di lavorare direttamente sui file aperti nelle applicazioni Office. Il connettore Google Workspace permette invece di usare Gmail, Google Calendar e Google Drive.
Questa integrazione è fondamentale perché il lavoro reale non vive in una chat isolata. Le informazioni stanno nelle email, nei documenti, nei calendari, nei file condivisi, nei messaggi di team e nei repository. Collegare Claude a questi ambienti significa permettergli di rispondere usando il contesto reale dell’utente.
Nel 2026 Anthropic ha introdotto anche controlli più granulari sui permessi dei connettori per ruoli personalizzati enterprise. Questo è un passaggio importante: in azienda non basta collegare tutto. Bisogna decidere chi può accedere a quali strumenti, quali azioni sono consentite e quali dati devono restare separati.
Claude Code: l’agente per sviluppatori
Claude Code è la componente più tecnica dell’ecosistema. È un agente pensato per lavorare sul codice: leggere repository, modificare file, eseguire comandi, preparare test, aiutare nel debug, proporre refactoring, supportare pull request e gestire migrazioni. Non è solo un assistente che suggerisce righe di codice, ma uno strumento agentico che può affrontare attività più lunghe dentro il flusso di sviluppo.
Per uno sviluppatore, questo cambia molto. Claude Code può essere usato per esplorare una codebase sconosciuta, capire perché un test fallisce, generare documentazione, modificare più file coerentemente, migrare un framework o preparare una revisione. L’utente resta responsabile del risultato, ma l’agente riduce il lavoro ripetitivo e accelera la comprensione del codice.
Con Fable 5, quando l’accesso sarà nuovamente disponibile, questa area diventa ancora più importante. Anthropic descrive Fable come un modello capace di lavorare in agent harness come Claude Code per periodi molto lunghi, pianificando per fasi, delegando a sub-agenti e verificando il proprio lavoro.
Claude Cowork: l’agente per il lavoro non tecnico
Cowork porta le capacità agentiche di Claude oltre il codice. È pensato per attività di knowledge work: ricerche, analisi, organizzazione di documenti, preparazione di report, sintesi di email, uso di file locali, browser, connettori e strumenti di sistema. L’utente può assegnare un compito più ampio, Claude lo pianifica, lo divide in sotto-attività e lavora fino a produrre un risultato.
Un esempio: “analizza questi materiali, confrontali con le email più rilevanti, prepara una tabella dei rischi, costruisci una bozza di presentazione e segnalami i punti incerti”. Questa non è una semplice richiesta testuale. È un’attività composta, in cui Claude deve usare strumenti diversi e mantenere il filo.
Cowork è anche l’area in cui i rischi diventano più concreti. Quando un assistente può usare browser, file, connettori o computer, servono limiti chiari. Anthropic documenta strumenti e guide di sicurezza proprio perché l’agente operativo è potente, ma non va lasciato senza supervisione.
Microsoft 365, Excel, PowerPoint, Word e Outlook
Claude sta entrando in modo sempre più diretto dentro Microsoft 365. Il connettore permette di lavorare con Outlook, SharePoint, OneDrive e Teams; gli add-in portano Claude dentro Excel, PowerPoint, Word e Outlook.
In Excel, Claude può aiutare a capire cartelle di lavoro, aggiornare assunzioni, individuare errori, costruire analisi e lavorare su modelli. In PowerPoint può creare strutture di presentazione, trasformare contenuti in slide e adattarsi a template aziendali. In Word può revisionare, riscrivere e organizzare documenti lunghi. In Outlook può aiutare a sintetizzare email e preparare risposte.
Questa integrazione dice molto sulla strategia di Anthropic. Claude non vuole restare un prodotto separato dal lavoro quotidiano. Vuole entrare negli strumenti in cui i professionisti passano già gran parte del tempo.
Desktop, mobile, Chrome, Slack e ambienti di sviluppo
Claude è disponibile su web, desktop e mobile. La pagina ufficiale di download indica app per Mac, Windows, iOS e Android, oltre a estensioni per Chrome, Excel, PowerPoint, Word e Slack, e ambienti collegati a Claude Code.
Questa presenza multipiattaforma è importante perché l’AI diventa più utile quando segue l’utente nei suoi ambienti abituali. Sul telefono può servire per continuare una conversazione o assegnare un’attività. Su desktop può lavorare con file locali e strumenti del sistema. In Slack può entrare nei flussi di team. In Chrome può affiancare il lavoro sul web. Negli ambienti di sviluppo può supportare programmazione, debug e revisione.
Immagini, visualizzazioni e design
Claude non è principalmente un generatore di immagini fotografiche. Questo va chiarito, perché altri sistemi puntano molto sulla creazione di immagini realistiche o video. Claude, invece, è più forte nella produzione di visualizzazioni funzionali: grafici, diagrammi, SVG, dashboard HTML, prototipi, interfacce, one-pager, presentazioni e materiali esplicativi.
Questa differenza non è un limite assoluto, ma una scelta di identità. Claude è meno orientato al “crea una bella immagine” e più orientato al “crea un oggetto utile per lavorare, spiegare o decidere”. Claude Design e Artifacts vanno in questa direzione: non arte generativa come fine, ma visualizzazione come strumento operativo.
Sicurezza, governance e modelli sensibili
Più Claude diventa operativo, più la sicurezza diventa centrale. Connettori, plugin, Skills, Cowork, Claude Code, computer use e modelli Mythos-class aumentano la produttività, ma anche il rischio. Un assistente che può leggere email, accedere a documenti, usare strumenti esterni o lavorare per molte ore deve essere governato.
Anthropic insiste molto su questo punto. La pagina dedicata a Fable 5 presenta il modello come potente ma anche pensato con salvaguardie, pur indicando ora che Fable 5 è temporaneamente non disponibile. La pagina Mythos segnala che Mythos 5 è riservato a partner selezionati proprio per le sue capacità in domini sensibili. La system card di Fable 5 e Mythos 5 descrive due configurazioni dello stesso nuovo modello, con attenzione ai rischi e alle differenze di accesso.
Questo rende Claude un caso interessante. Da una parte Anthropic sta spingendo verso agenti sempre più capaci. Dall’altra, cerca di costruire barriere, classificatori, accessi differenziati e programmi controllati come Project Glasswing. È il segnale che lo stato dell’arte dell’AI non riguarda solo “quanto è bravo il modello”, ma anche dove lo si può usare, con quali limiti e da chi.
A chi serve davvero Claude
Claude è particolarmente adatto a chi lavora con testi lunghi, documenti complessi, codice, ricerche, procedure e conoscenza aziendale. È una buona scelta per scrittori, consulenti, sviluppatori, ricercatori, team legali, team finanziari, product manager, analisti e organizzazioni che vogliono trasformare processi ripetibili in Skills o plugin.
Il suo punto di forza è la combinazione tra qualità della scrittura, gestione del contesto, Artifacts, Projects, RAG, Research, Claude Code, Cowork, integrazioni professionali e modelli avanzati come Opus, Fable e Mythos. Il limite è che Claude sta diventando un sistema molto articolato. Per sfruttarlo davvero, bisogna andare oltre la chat: creare progetti, caricare conoscenza, usare Skills, collegare app, scegliere il modello giusto e definire permessi.
Usato bene, Claude non è soltanto un assistente che risponde. È un ambiente di collaborazione in cui idee, documenti, codice e procedure diventano oggetti di lavoro modificabili, controllabili e condivisibili.
Bibliografia
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Claude Help Center, “Connect your tools to unlock a smarter, more capable AI companion”.
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Claude Help Center, “Work across Microsoft 365 apps”.
Claude Help Center, “Get started with Claude Cowork”.
Claude Help Center, “Enable and use web search”.
Claude Help Center, “Using Claude’s chat search and memory”.