Intelligenza artificiale e pericoli della Rete

Intelligenza artificiale e pericoli della Rete
Tabella dei Contenuti

Introduzione

L’ampliamento dell’accesso alla Rete ha moltiplicato le opportunità educative e sociali per i minori, ma li ha anche esposti a rischi significativi: contenuti inappropriati, contatti a rischio, disinformazione, cyberbullismo e violazioni della privacy. Attraverso il presente saggio, andremo ad analizzare i modi in cui è possibile impiegare l’intelligenza artificiale (AI) come strumento di difesa a più livelli, valutandone le potenzialità nonché i limiti etici e pratici, proponendo nel contempo raccomandazioni per un’applicazione responsabile dell’AI in contesti educativi e familiari. In coda all’articolo, esporremo nel dettaglio i contenuti e le modalità di applicazione di un’unità di apprendimento (UDA) realizzata nel bellunese per una classe quinta di Scuola primaria.

Proteggere automaticamente i contenuti 

Una funzione chiave dell’AI nella tutela dei minori è il filtraggio e la moderazione dei contenuti. Sistemi di machine learning possono identificare e bloccare automaticamente materiale video sessualmente esplicito, violento o – in ogni caso – inappropriato, sfruttando delle reti neurali convoluzionali per l’analisi di immagini. Per quanto riguarda invece il rilevamento di testi dannosi, hate speech o richieste di contatto pericolose, si può fare affidamento su modelli di Natural Language Processing (NLP). Questi strumenti possono operare in tempo reale su piattaforme di condivisione e messaggistica, riducendo le possibilità di esposizione diretta a contenuti indesiderati. Il costante emergere di nuovi linguaggi, le differenze culturali e i frequenti tentativi di eludere i filtri – con immagini manipolate, giri di parole o eufemismi linguistici – impongono tuttavia un costante aggiornamento degli strumenti di difesa utilizzati.

Rilevamento di comportamenti a rischio e prevenzione dell’adescamento online (grooming)

L’AI, essendo in grado di analizzare schemi conversazionali e modelli di interazioni, può essere utilizzata al fine di identificare segnali di grooming. La presenza di contatti persistenti tra adulti e minori, unitamente a contenuti ripetitivi e monotematici, può rivelare a degli algoritmi che sappiano combinare analisi semantica, modellazione delle reti sociali e rilevazione di anomalie la presenza di un tentativo di adescamento. Tali algoritmi, monitorando richieste di segretezza o inviti a incontri de visu provenienti dalla Rete, possono essere programmati in modo da avvisare direttamente del pericolo moderatori, educatori e/o genitori.

Personalizzazione della sicurezza e controllo genitoriale intelligente 

L’AI consente di utilizzare filtri adattivi che calibrano protezioni in base all’età, alle capacità e al contesto culturale di provenienza del minore. Indipendentemente dalle impostazioni applicate dagli adulti di riferimento, le piattaforme possono – attraverso l’apprendimento derivante dalle preferenze e dagli usi – affinare le impostazioni legate alla privacy, nonché bloccare direttamente applicazioni o funzioni che risultino non adatte al profilo del minore in questione. Come già nel caso di altri strumenti pre-AI – si veda, ad esempio, Google Families – ai familiari e/o agli educatori potranno essere forniti dei report completi e comprensibili sulle attività online del minore, con l’aggiunta di suggerimenti educativi (piuttosto che sanzionatori).

Educazione digitale aumentata da AI

L’AI può supportare direttamente programmi di alfabetizzazione digitale: tramite tutor virtuali, scenari simulati e serious games (vedi la descrizione diGoogle Interland contenuta nell’UDA che segue)  è possibile insegnare ai minori a riconoscere truffe, phishing o contenuti nocivi di vario tipo. La capacità di apprendimento dell’AI consentirà di individuare lacune nella comprensione dei bambini, così da promuovere l’esecuzione di esercizi mirati.

Protezione della privacy 

I servizi basati su AI implementano tecniche utili a ridurre la raccolta e l’esposizione dei dati personali dei minori, quali la differential privacy (uno standard di privacy per l’analisi dei dati che prevede l’aggiunta di “rumore” casuale attentamente calibrato, così da garantire che non vengano rivelate identità individuali) o il federated learning (una tecnica di machine learning atta ad addestrare modelli di IA in modo collaborativo senza condividere i dati grezzi, così da evitare il trasferimento massivo di dati sensibili). Queste soluzioni riducono il rischio di abuso dei dati e di profiling dei minori a fini commerciali o malevoli.

Limiti tecnici ed etici 

Il pur immenso potenziale espresso dall’AI non deve oscurare i limiti ad essa connessi. Un primo esempio sono i bias nei dati, che si verificano quando i dati utilizzati per addestrare i sistemi di AI contengono errori o pregiudizi che riflettono squilibri sociali o errori di raccolta, portando a risultati inaffidabili quando non discriminatori. L’AI può inoltre produrre falsi positivi – con blocchi talmente rigidi da limitare la libertà di espressione – o negativi – con il rischio di lasciar passare contenuti pericolosi. L’eccesso di automazione, inoltre, può minare autonomia e fiducia nell’utente, trasformando la sorveglianza in controllo intrusivo. Dal punto di vista etico, è sempre lecito chiedersi chi sia responsabile delle decisioni automatizzate e della gestione delle segnalazioni errate; a tal proposito, appare necessario attivare delle politiche di governance che includano sviluppatori, educatori e genitori.

Proposte operative

Stabilito quanto sia essenziale l’intervento umano nelle situazioni più delicate, si può suggerire un approccio ibrido che sappia combinare il rilevamento rapido ad opera dell’AI con la supervisione degli adulti. A tal fine, si rende necessaria una maggiore trasparenza algoritmica, in modo che sia sempre possibile fornire spiegazioni accessibili sul modo in cui è stata presa una decisione, o perché un contenuto sia stato bloccato. Nel caso della scuola, è indispensabile intervenire sulla formazione degli insegnanti e, a cascata, degli studenti nella concretizzazione di curricola relativi all’educazione digitale. Della protezione dei dati si è già detto al Punto 6, così come al Punto 2 si era affermata la necessità di un costante aggiornamento degli strumenti di difesa da ogni sorta di minacce (aggiornamento da estendere anche alle problematiche relative ai vari limiti tecnici discussi al Punto 7). Dal punto di vista etico, si rende necessario accogliere e promuovere delle linee guida, sia nazionali che internazionali, al fine di stabilire degli standard etici che definiscano quali sono i limiti e le responsabilità nell’uso dell’AI, mantenendo il centro dell’attenzione sull’interesse dei minori.

Conclusione 

Come abbiamo visto, l’AI offre strumenti efficaci per mitigare molti dei pericoli che i bambini possono incontrare online. Tuttavia, la tecnologia non è una soluzione autonoma e autosufficiente: richiede una costante supervisione umana, sulla base di standard etici definiti. Implementata con responsabilità e integrata in azioni educative e normative, l’AI può diventare un elemento fondamentale nella costruzione di ambienti digitali più sicuri per le nuove generazioni. Si rende tuttavia necessario, prima di ogni altra cosa, sensibilizzare i minori relativamente alle problematiche di sicurezza in Rete. Come già anticipato nell’Introduzione, andiamo dunque a presentare un’unità di apprendimento (UDA) sull’argomento, da proporre a dei bambini di una classe quinta di Scuola primaria.

U.D.A. n. 8/2025: I pericoli della Rete

Classe:

  • 5^ Scuola primaria

N. alunni:

  • 9

Materia:

  • Tecnologia e informatica

Competenze chiave di cittadinanza:

  • Comunicazione nella madrelingua
  • Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
  • Competenze sociali e civiche

Traguardi per lo sviluppo delle competenze (Indicazioni nazionali):

  • L’allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti rispettando il turno e formulando messaggi chiari e pertinenti, in un registro il più possibile adeguato alla situazione.
  • Capisce e utilizza nell’uso orale e scritto i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso; capisce e utilizza i più frequenti termini specifici legati alle discipline di studio.
  • Costruisce ragionamenti formulando ipotesi, sostenendo le proprie idee e confrontandosi con il punto di vista di altri.
  • Si orienta tra i diversi mezzi di comunicazione ed è in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni.
  • Inizia a riconoscere in modo critico le caratteristiche, le funzioni e i limiti della tecnologia attuale.

Obiettivi di apprendimento (Indicazioni nazionali):

  • Comprende e usa in modo appropriato le parole del vocabolario di base (fondamentale; di alto uso; di alta disponibilità).
  • Riconosce e usa termini specialistici in base ai campi di discorso.
  • Adatta opportunamente i registri informale e formale in base alla situazione comunicativa e agli interlocutori, realizzando scelte lessicali adeguate.
  • Prevedere le conseguenze di decisioni o comportamenti personali o relative alla propria classe.

Metodologia:

  • Lezione frontale
  • Attività di gruppo
  • Discussione libera e guidata
  • Attività grafico/manipolative
  • Esercitazioni individuali, guidate e/o graduate
  • Attività ed esercitazioni online
  • Osservazioni e confronti mirati; analisi di proposte di soluzione e degli errori
  • Osservazione diretta di fatti e fenomeni
  • Lavoro individuale

Mezzi e strumenti:

  • Testi didattici integrativi
  • Sussidi Audio–visivi
  • Materiale didattico in dotazione alla Scuola
  • Software specifici
  • Esercizi on line
  • Schede
  • Computer, tablet, software didattici e multimediali, Internet
  • LIM

Giorno 1: Introduzione ai Pericoli della Rete

Obiettivo:

  • Gli studenti identificheranno e discuteranno I pericoli più comuni che si possono incontrare in Rete, affrontando questioni quali il cyberbullismo, la privacy online e i contenuti inappropriati.

Attività:

  • Discussione di gruppo per rilevare cosa gli studenti sanno a proposito di Internet e dei suoi pericoli.
  • Per avviare la discussione, presentare ai bambini le illustrazioni relative ai personaggi del cartone animato “I Super Errori” (vedi https://www.generazioniconnesse.it/site/it/i-super-errori-del-web/), facendo notare l’assonanza di questa espressione con super eroi, nonché i giochi di parole impliciti nei nomi dei vari personaggi, in rifermo all’universo Marvel/DC Comics (Silver Selfie/Silver Surfer, Chatwoman/Catwoman, Tempestata/Tempesta, l’Incredibile Url/l’Incredibile Hulk, l’Uomo Taggo/l’Uomo Ragno, la Ragazza Visibile/la Ragazza Invisibile, il Postatore Nero/il Cavaliere Oscuro).
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  • Creare una mappa concettuale su un cartellone per visualizzare i pericoli discussi e individuare i possibili collegamenti tra gli stessi.

Consolidamento:

  • Ogni bambino scrive un breve testo, nel quale descrive un pericolo in cui si è imbattuto o di cui è venuto a conoscenza nel corso della lezione.

Aspetti chiave:

  • L’importanza della consapevolezza nell’uso di Internet.
  • Introduzione di una terminologia adeguata (cyberbullismo, privacy,  contenuti inappropriati…).

Giorno 2: La dipendenza dai device

Obiettivo:

  • Gli studenti comprenderanno i pericoli legati a un’eccessiva dipendenza da cellulari, computer e altri device, riflettendo su tempi e modi di utilizzo dei medesimi.

Attività:

  • Mostrare il video EPISODIO I – #ChatWoman –  https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=DVBPgPcAWcw&t=0s
  • Gli studenti, in gruppo, discutono degli effetti di un uso smodato dei device.
  • Leggere insieme agli studenti una breve descrizione del personaggio presentato, assieme a dei consigli per evitare di trasformarsi nel medesimo:
  • Chat Woman: Colei che chattava, chattava, chattava…
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I compiti sono troppo difficili? I compagni la mettono a disagio? Nessun problema: lei si fa una bella chattatae passa la paura! Non si ricorda bene quando ha iniziato, magari voleva solo scrivere qualcosa di carino, comunicare con gli amici, divertirsi. Fatto sta, ora il cellulare ce l’ha incollato alla mano e lo usa a scuola, a pranzo, a cena, mentre dorme. È così che è diventata… Chatwoman!

PER NON TRASFORMARTI in Chatwoman…

La chat è formidabile quando ti aiuta a comunicare, non a nasconderti sempre.È l’invenzione del secolo quando ti fa conoscere meglio i tuoi amici, non quando ti fa pensare che sono tutti amici. Se ne abusi, può darti una vera e propria dipendenza che ti impedisce di vedere tante cose bellissime e importantissime intorno a te. Se poi chatti anche di notte… perdi ore di sonno, peggiori a scuola e rischi di ritrovarti con gente strana, molto più grande, a volte poco raccomandabile.

Consolidamento:

  • Gli studenti, in gruppo, creano una lista di do’s & don’ts riguardo all’uso dei device di cui dispongono.

Aspetti chiave:

  • La tecnologia come barriera tra le persone.
  • I danni alla salute – fisica e mentale – legati all’abuso dei device.

Giorno 3: Privacy e Sicurezza Online

Obiettivo:

  • Gli studenti apprenderanno l’importanza del salvaguardare la propria privacy anche online, proteggendo le informazioni relative alla propria persona.

Attività:

  • Mostrare il video EPISODIO II – #Tempestata –  https://www.youtube.com/watch?v=5gKP3kj3fNg
  • Gli studenti discutono su cosa siano le informazioni personali e perché le stesse non dovrebbero essere diffuse.
  • Condurre un’indagine di classe sulle abitudini legate alla privacy.
  • Leggere insieme agli studenti una breve descrizione del personaggio presentato, assieme a dei consigli per evitare di trasformarsi nel medesimo:
  • Tempestata: Colei che postava ogni cosa
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È una come minimo… molto ottimista! Perché mette online le sue informazioni personali rendendole visibili a tutti. Il suo numero telefonico, l’indirizzo di casa….Come se non bastasse racconta sul suo blogesperienze personali, anche intime, citando amici e conoscenti senza preoccuparsi di quello che pensano. Poi, però, delle brutte persone hanno cominciato a prenderla di mira ed è diventata… Tempestata!

PER NON TRASFORMARTI in Tempestata…

Fai attenzione a quello che condividi,soprattutto se si tratta del tuo mondo intimo e personalissimo. Ma soprattutto non condividere i tuoi dati personali e il tuo indirizzo di casa.Non sai chi potrebbe leggere e cosa se ne potrebbe fare delle tue confidenze e dei tuoi dati. Se vuoi parlare della tua vita reale, leggi e applica le impostazioni della privacy del social network che stai utilizzando.Non esporti ai cyberbulli e difendi anche i tuoi amici, non pubblicando mai i loro numeri di telefono o le loro info private.

Consolidamento:

  • Gli studenti completeranno una tabella di comparazione tra pratiche di condivisione sicure e insicure.

Aspetti chiave:

  • Comprendere la necessità del consenso nella condivisione di informazioni personali, proprie e altrui.

Giorno 4: I Social: apparenza e sostanza

Obiettivo:
Comprendere che, anche se l’immagine è la regina dei Social, l’apparenza non è tutto.

Attività:

  • Mostrare il video EPISODIO III – #SilverSelfie –  https://www.youtube.com/watch?v=Crf6X1S7W5U
  • Gli studenti discutono la seguente frase di François de La Rochefoucauld: “Poniamo più attenzione nel far credere agli altri di essere felici che non a cercare di esserlo veramente”.
  • Leggere e discutere assieme agli studenti l’articolo “Selfie sui social? Cari genitori, noi figli vi diciamo no!” – https://quimamme.corriere.it/famiglia/lifestyle/selfie
  • Leggere insieme agli studenti una breve descrizione del personaggio presentato, assieme a dei consigli per evitare di trasformarsi nel medesimo:
  • Silver Selfie: Colui che viveva scattando
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Uno che si sveglia e si fa un selfie. Mangia? Si fa un selfie. Gli esce un brufolo? Si fa un selfie. Per lui ogni occasione è buona per scattarsi una foto e condividerla sui social.È come se vivesse solo lì! È ossessionato dalla propria immagine e da quello che pensa la gente online. Senza dimenticare che scatta foto anche in situazioni pericolose, distraendosi mentre attraversa la strada o cose di questo genere. Stiamo parlando di… Silver Selfie!

PER NON TRASFORMARTI in Silver Selfie…

Le fotografie sono belle perché ci fanno ricordare un momento passato. E postarle è fantastico perché le condividiamo con gli altri! Ma questo momento, prima di ricordarlo o di condividerlo, bisogna viverlo, no? E allora fallo! Vivi di più nella vita reale, tanto le persone su Internet non ti vedono per quello che sei veramente. E mentre ti fai un selfie, fai in modo che non sia l’ultimo: niente scatti in bicicletta o mentre attraversi la strada, per esempio.

Consolidamento:

  • Brainstorming di classe per la realizzazione di una campagna pubblicitaria contro l’uso smodato dei selfie e della loro pubblicazione online.
  • Lavori di gruppo per la realizzazione dei materiali della campagna.
  • Presentazione dei lavori alla classe.

Aspetti chiave:

  • Importanza del rispetto della privacy propria e degli altri.
  • Collaborazione e creatività per far aumentare la consapevolezza.

Giorno 5: Generazione sexting

Obiettivo:

  • Gli studenti apprendono i pericoli che possono derivare dalla diffusione/condivisione di immagini intime (proprie e altrui) online.

Attività:

Mostrare i video EPISODIO IV – #La Ragazza Visibile –  https://www.youtube.com/watch?v=BJzKltUIkmg – ed EPISODIO V – #L’Uomo Taggo – https://www.youtube.com/watch?v=42BaB0FuRQQ  

  • Peer education: invitare in classe studenti leggermente più grandi – o fratelli/sorelle maggiori dei bambini stessi – per discutere questo delicato argomento a partire dal racconto delle esperienze di persone appartenenti alla loro stessa generazione, anche se leggermente più avanti con gli anni (così da evitare, vista la delicatezza dell’argomento, l’effetto predica/paternale da parte dell’insegnante/adulto).
  • Leggere insieme agli studenti una breve descrizione dei personaggi presentati, assieme a dei consigli per evitare di trasformarsi nei medesimi:
  • La Ragazza Visibile: Colei che postava senza pensare
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Una che si fa prendere dall’entusiasmo e… invia, pubblica, condivide come se non ci fosse un domani! Magari dando informazioni personali che la espongono ai bulli o anche peggio. Come l’indirizzo di casa, il numero di telefono o va a sapere cosa. Una volta ha inviato al suo ragazzo delle foto sexy, lui le ha girate a un amico “fidato” e… sono ancora in giro. È diventata così… la Ragazza Visibile!

PER NON TRASFORMARTI nella Ragazza Visibile…

Fai sempre attenzione a cosa invii e condividi, con chi lo fai e quali possono essere le conseguenze. Nell’incertezza o se ti senti un po’ in imbarazzo, meglio rimandare la decisione! Le foto pubblicate su Internet, anche se cancellate, possono essere state viste da molte persone oppure scaricate e ripubblicate da altri. Quando spedisci una foto potrebbe diffondersi in modi che non riesci a immaginare. Ricorda: prima pensare, poi inviare!

  • L’Uomo Taggo: Colui che taggava chiunque
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È il più veloce della scuola a condividere un video, il primo a far girare una foto ricevuta in privato. Tagga gli amici senza mai chiedere il permesso e come se non bastasse aggiunge persone che non conosce sui social per osservare le loro abitudini e coinvolgerli in condivisioni imbarazzanti. È per queste leggerezze che è diventato… l’Uomo Taggo!

PER NON TRASFORMARTI nell’Uomo Taggo…

Usa i social in modo responsabile, rispettando la privacy di tutti. Non condividere immagini private di persone che non lo sanno, sia se te l’hanno date loro, sia se non le conosci nemmeno. Quando tagghi qualcuno chiedi sempre il permesso: se per te può essere un gioco, non puoi mai sapere se per gli altri è lo stesso. Infine scopri le impostazioni della privacy dei social network, e impara a difenderti da chi non ti rispetta. E a difendere anche gli altri.

Consolidamento:

  • Avviare un progetto relativo all’educazione affettiva e sessuale, per rendere gli studenti più sicuri e consapevoli dal punto di vista emotivo e affettivo.

Aspetti chiave:

  • I rischi legati alle pratiche di sexting (ricatti, danni alla reputazione, adescamento online da parte di adulti potenziali abusanti).
  • Violazioni della legge (L. n. 172 del 1 ottobre 2012 – ratifica della Convenzione di Lanzarote sullo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori).

 Giorno 6: Conclusioni

 Obiettivo:

  • Riassumere quanto discusso nelle giornate precedenti e concludere che i primi responsabili di quanto accade online, non diversamente dalla vita reale, siamo noi stessi.

Attività:

  • Mostrare il video EPISODIO VI – #Il Postatore Nero –  https://www.youtube.com/watch?v=pA05YC961Ts
  • Leggere insieme agli studenti una breve descrizione del personaggio presentato, assieme a dei consigli per evitare di trasformarsi nel medesimo:
  • Il Postatore Nero: Colui che si sentiva il più forte (online)
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Molti lo conoscono perché insiste a voler chattare, anche quando non vuoi. Ma la sua specialità è pubblicare post offensivi sui social network, alla ricerca dell’applauso facile. Forse deve compensare la sua enorme insicurezza. E allora c’è chi dice che per un “mi piace” si venderebbe anche l’anima. Una volta ha creato un finto profilo per mettere nei guai dei suoi amici e così è diventato… il Postatore Nero!

PER NON TRASFORMARTI nel Postatore Nero…

Non nasconderti dietro false identità. Nel mondo virtuale valgono gli stessi principî che segui nel mondo reale: essere gentili, rispettosi, altruisti. Usa Internet per dare il meglio di te… magari diventa supereroe! Ma non l’opposto. I contenuti offensivi, così come il furto d’identità, oltre ad essere perseguibili dalla legge fanno male a te e agli altri. Il bello e il brutto della Rete dipendono anche da come ti comporti tu!

Consolidamento:

  • Ospitare un evento dove gli studenti presentano quanto appreso – e i lavori svolti – ai genitori e ad altre classi di coetanei (o anche agli studenti delle Scuole secondarie di 1° grado).
  • Esplorare i contenuti del sito – gratuito – di Google Interland https://beinternetawesome.withgoogle.com/it_it/interland/ , così riassumibili:
    • Interland è un gioco online progettato per aiutare i bambini a imparare, attraverso quattro diverse esperienze, alcune lezioni fondamentali relative alla sicurezza in Rete. Creato con l’aiuto di esperti di sviluppo di sicurezza digitale, il gioco è adatto a tutte le età, ma è indicato soprattutto per i bambini dai 6 ai 13 anni.
    • Di seguito, le quattro esperienze di cui si compone il gioco:
      • Il Fiume della Realtà Impara a distinguere il vero dal falso. Il fiume che attraversa Interland scorre tra realtà e finzioni. Ma le cose non sono sempre come sembrano. Supera le rapide usando il buon senso, facendo attenzione ai phisher imbroglioni in agguato nell’acqua, che proveranno a ingannarti. Per raggiungere l’altra sponda, rispondi correttamente alle domande su ogni piattaforma. Gli obiettivi di apprendimento includono:
        • Distinguere il vero dal falso
        • Riconoscere i segnali di una truffa
        • Capire cos’è il phishing e come segnalarlo
      • La Torre del Tesoro – Custodisci le tue informazioni personali. Nella Torre del Tesoro puoi mettere al sicuro i tuoi oggetti preziosi. Semina gli hacker, o ruberanno i tuoi messaggi e la tua identità; inizia raccogliendo i messaggi e le email che contengono informazioni personali e mettili al sicuro nella torre. Gli obiettivi di apprendimento includono:
        • Assumersi la responsabilità di custodire le proprie informazioni personali
        • Come creare una password sicura e facile da ricordare
      • Il Regno Cortese – Diffondi la gentilezza. Essere gentili è fantastico! L’atmosfera di un luogo è sempre contagiosa, nel bene o nel male. Nel quartiere più allegro della città, dei piantagrane stanno diffondendo negatività. Blocca e segnala i piantagrane per fermare la loro avanzata, e sii gentile con gli altri internauti in modo che torni a regnare la pace. Arriva in cima spargendo vibrazioni positive e bloccando quelle negative. Gli obiettivi di apprendimento includono:
        • Il web amplifica la gentilezza e la negatività. Impara a usare Internet per diffondere messaggi positivi.
        • Non tollerare intimidazioni, nel dubbio è meglio parlarne.
      • Il Monte Responsabile – Utilizza la tecnologia con buon senso. La città montuosa di Interland è il luogo in cui incontrare (e chiacchierare con) gli altri abitanti. Ma devi fare molta attenzione a cosa condividi e con chi! Le informazioni viaggiano veloci e tra quelli che conosci c’è un chiacchierone che condivide senza controllo. Fai rimbalzare i post sugli specchi e falli arrivare all’internauta giusto. Gli obiettivi di apprendimento includono:
        • Fare attenzione a ciò che si condivide e con chi. Essere consapevoli delle conseguenze della condivisione di determinate informazioni
        • Capire che alcune informazioni sono extra-sensibili
  • Creare un digital storytelling che illustri i pericoli della Rete e i modi per interagire online in sicurezza.

Verifica:

  • Esercizi
  • Prove scritte periodiche (anche in forma di test del tipo vero/falso, a scelta multipla e completamento)
  • Esercizi online
  • Relazioni sulle esperienze svolte
  • Esercizi interattivi
  • Esposizione dei concetti acquisiti
  • Attività pratiche
  • Partecipazione alle attività di gruppo

Valutazione:

  • Iniziale
  • In itinere
  • Finale
  • Saranno oggetto di valutazione anche le Competenze sociali e civiche, nelle quali rientrano il rispetto delle regole e il modo di relazionarsi con gli altri.

Bibliografia:

Bresciano, P., Progettare e strutturare l’unità di apprendimento: Elaborare l’UDA per le prove dei concorsi scuola, NextEu Editore, 2022

Floridi, L., Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide, Raffaello Cortina Editore, 2022

Salamone, S., I pericoli del web per i giovani e gli adolescenti. Linee-guida per un corretto uso della rete, Alpes Italia Editore, 2021

Benedetti, T., Morosinotto, D., Cyberbulli al tappeto, Editoriale Scienza, 2016

Ozenda, M., Bissolotti, L., Sicuri in Rete, Hoepli editore, 2012

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